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Approfondimenti : Le scarpe di Tricase
Inviato da Sumo su 27/11/2009 18:10:00 (198 letture)

Le scarpe di Tricase

La lunga crisi della Adelchi, stabilimento di eccellenza nella produzione di scarpe. Esternalizzazioni e licenziamenti hanno soffocato la fabbrica. I lavoratori, però, ora non accettano di rimanere a casa e fondano una cooperativa. Per continuare a produrre.

(Pubblicato su Carta n 42 del 27/11/2009)




Per farsi un’idea di dove è Tricase bisogna tener presente che la più vicina stazione delle Ferrovie dello Stato è a non meno di cinquanta chilometri. Per arrivare a Lecce bisogna prendere un treno locale fino a Zollino e poi aspettare la coincidenza per il capoluogo salentino. Tricase è uno dei novantanove comuni disposti a triangolo tra lo Jonio e l’Adriatico, più vicini all’Albania che a Bari. Chilometri e chilometri di strade veloci che innervano una vasta pianura, da sempre adibita alla coltivazione di olive e tabacco. E prima che all’inizio degli anni ottanta si affacciassero le industrie calzaturiere, prima la Filanto e poi Adelchi, le alternative erano lavorare allu tabaccu o emigrare.

Ora queste due grandi industrie, che tra lavoratori diretti e indotto davano da lavoro a più di diecimila persone, si sono ridotte all’ombra di loro stesse, schiacciate dalla crisi e dalle scelte di delocalizzazione. Non sono le aziende a morire, esse sopravvivono rigogliose in Albania, in Etiopia o in Bangladesh, ma è tutto quello che sta loro intorno. I capannoni di Tricase sono vuoti, enormi cattedrali abbandonate nella pianura salentina.


(...continua...)

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Approfondimenti : Il villaggio Bororo e il sabato di Amantea - di Laura Marchetti
Inviato da Sumo su 29/10/2009 17:30:00 (134 letture)

Il villaggio Bororo e il sabato di Amantea

di Laura Marchetti



1980, terremoto dell'Irpinia. Eravamo a Balvano con le squadre di soccorso della Fgci. Case distrutte, tanti morti e, per i vivi, un freddo tremendo. Arrivò un intero camion di piumini d'oca, caldissimi, ma coloratissimi. Li distribuimmo ma le anziane donne di Balvano non vollero indossarli, anche se in quel momento erano assai utili. Preferirono continuare a portare il loro scialle, nero: un simbolo, per tanti versi, di miseria e patriarcato, ma anche lo strumento di un linguaggio collettivo, di un modo comune per dire il dolore, di superare insieme il lutto. Un lutto che piangeva i figli e i padri lì sepolti ma anche la perdita della casa, il crollo del campanile, insomma la sopravvenuta ostilità dello spazio. Le anziane meridionali sono infatti assai sensibili alla perdita della familiarità dello spazio e hanno, come direbbe La Cecla, una sorta di "mente locale" che porta a ricostruire appartenenza anche quando sopraggiunge una estraneità o comunque un allontanamento.


(...continua...)

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Approfondimenti : The Beach Water - di Alfredo Melissano
Inviato da Sumo su 25/9/2009 15:54:00 (119 letture)

The Beach Water

Non sempre una gita al mare riserva pace e tranquillità. Due gitanti e una radio mal sintonizzata sono i protagonisti di questa storia ma il frastuono gracchiante dellapparecchio radiofonico cela una ben più inquietante realtà!

La spiaggia oggetto del corto situata tra la marina di S. Cataldo e le marine di Vernole, posta nelle immediate vicinanze dellOasi WWF Le Cesine, è un antico porto Romano, noto come la spiaggia dei leccesi. Lasciata nel più totale degrado, è stata trasformata in sversatoio di acque di depurazione fognarie del depuratore di Lecce, tuttoggi sottosequestro, rendendo altamente inquinata lacqua e laria di tutto il bacino.
Negli ultimi anni nel leccese accanto alla cementificazione selvaggia e abusivismo edilizio delle coste, si è aggiunto il problema gravissimo dellinquinamento di acque marine inquinate da sversamenti illegali con acque fognarie da parte di ditte private e da depuratori non controllati e non funzionanti gestiti da enti pubblici.








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Approfondimenti : Per Rifondazione vale il programma - Intervento di Manni sul Corriere del Mezzogiorno
Inviato da Sumo su 24/9/2009 10:30:00 (133 letture)




(...continua...)

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Approfondimenti : Alcune riflessioni sul ruolo della opposizione - di Piero Manni
Inviato da Sumo su 4/8/2009 15:20:00 (152 letture)

Alcune riflessioni sul ruolo della opposizione…

Alcuni episodi recenti inducono ad una riflessione sul ruolo della opposizione, negli enti locali, da parte di quel che rimane del centrosinistra.
Già abbiamo sperimentato per due anni la totale inanità dell’opposizione a Palazzo Carafa, dove il PD (se sono rimasti rappresentanti di altri partiti della coalizione, non me ne sono accorto) reagisce al fallimento ed anzi allo sfascio della destra, senza riuscire a proporre uno straccio di progetto di governo della Città alternativo a ciò che rappresenta il centrodestra: l’alleanza dei potentati finanziari, commerciali (la grande distribuzione), edilizi e di quelli che vivono delle risorse pubbliche in maniera legale o malavitosa.
Quel che rimane del centrosinistra, oramai privo della sinistra, si limita a giocare di rimessa, a denunciare singoli errori o episodi di malcostume, senza – ribadisco – uno straccio di proposta.
Ora, si sta riproponendo l’identica situazione a Palazzo dei Celestini, dove l’opposizione del centrosinistra ha sortito, come primi esiti:
1. La denuncia dell’incompatibilità della dirigente scolastica provinciale con il ruolo di assessore alla istruzione. A parte i risibili argomenti apportati a sostegno di questa tesi, mi chiedo: ma la leader dell’opposizione non è quella stessa Loredana Capone che per quattro anni non ha mai avanzato perplessità sul pluridenunciato conflitto di interessi del proprio Presidente?
2. Il nuovo Presidente della Provincia ha nominato un portavoce: ha ragione, la Capone; io sono contrario allo spreco del denaro pubblico mediante incarichi esterni, mortificando peraltro le risorse umane interne all’amministrazione: io sono contrario adesso e lo ero anche durante l’amministrazione del centrosinistra; la Capone è contraria o favorevole a corrente alterna.
3. Il nuovo capo di gabinetto del Presidente non ha la laurea: non ha la laurea? perché, secondo Loredana Capone, una laurea in matematica o in educazione fisica soddisfa i requisiti richiesti?
Al di là dei singoli episodi, se questo è il livello dell’opposizione che il centrosinistra senza sinistra, riesce ad esprimere, bè, temo che siamo messi proprio male; l’opposizione si fa avendo in mente un progetto di governo diverso da quello della maggioranza, e nel quadro di quel progetto provare a forzare la linea del governo, inserendo segmenti, punti di programma che, con il sostegno dei soggetti legittimamente interessati e con l’evidenza della loro utilità, possano essere fatti propri anche dalla maggioranza; l’opposizione si fa mobilitando la pubblica opinione e cercando alleanze sociali.
Ben sappiamo tutti che il Pci, nei decenni passati all’opposizione ha governato efficacemente a favore dei ceti che rappresentava, e che nessuna riforma sociale significativa è stata approvata in Italia senza l’apporto del PCI (all’opposizione, ripeto) e che anzi alcune battaglie storiche sono state vissute contro la maggioranza (penso al divorzio ed all’aborto).
Come mai questo oggi non avviene più?
Una prima causa è sicuramente costituita dal bipolarismo o bipartitismo, che ha provocato una omologazione ed un appiattimento ritenuto necessario per vincere le elezioni, e che ha eliminato dai progetti e dalle coalizioni gli elementi di differenziazione e di diversità i quali rendevano il quadro politico più complesso e ricco di posizioni dialetticamente dialoganti.
Tutte le vacche non solo appaiono, ma diventano nere nella notte del conformismo, vacche che partoriscono scelte di campo, economiche, politiche, culturali, progettuali eguali ed eguali comportamenti.

Piero Manni (Consigliere Reg. PRC-SE)


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