
Lettera aperta di Piero Manni a Vendola sulla discarica di Corigliano
Caro Presidente,
circa 30 associazioni di cittadini, riunite nel Coordinamento Civico per la tutela del Territorio e della Salute, stanno ponendo da qualche anno la questione della discarica programmata dalla Regione nell’agro di Corigliano di Lecce, in una zona che insiste su una importante falda acquifera.
Permettimi di riassumere sinteticamente la questione:
1. Il territorio in questione è interessato da una accentuata carsicità, ed in particolare da inghiottitoi o voragini che direttamente mettono in comunicazione il suolo con la falda acquea; proprio sotto la programmata discarica la falda ha il suo punto più profondo (105 metri);
2. che da tale falda l’Acquedotto pugliese emunge, tramite 30 pozzi, circa l’80% del fabbisogno idrico dell’intera Provincia
3. che c’è un fenomeno di scambio tra le falde, anche di diverse profondità, a causa della presenza di discontinuità tettoniche e che nel territorio in questione sono presenti alcune faglie che costituiscono il bordo orientale della Serra di Corigliano, con numerose fratturazioni dei corpi rocciosi in grado di costituire facili vie di scambio tra le falde poste a vari livelli;
4. del 2005, in tempi successivi alla programmazione della discarica, sono due essenziali studi scientifici condotti dal CNR (a firma del Professor Cotecchia) e dall’Università del Salento (a cura del Prof. Sansò), che evidenziano senza ombre di dubbio l’estrema vulnerabilità della falda acquifera a Corigliano e la grande permeabilità delle rocce sottostanti al sito scelto come discarica. Si tratta di studi assolutamente autorevoli e indipendenti, dei quali non si è potuto tener conto al momento della localizzazione della discarica.
La questione è stata oggetto di una audizione nella IV Commissione consiliare, con la partecipazione dell’Assessore Introna e dei tecnici della struttura; i tecnici non hanno ritenuto di tener conto degli studi e approfondimenti intervenuti successivamente alla decisione ed hanno rifiutato di rimettere in discussione tale decisione.
Ora, a nome e per conto del Coordinamento delle 30 associazioni, ti chiedo di voler incontrare, nel primo mese del tuo secondo mandato di Presidente, i tecnici del Coordinamento insieme a quelli della Struttura regionale.
Il Coordinamento considera imprescindibile la tua presenza, in quanto ha (ed io con loro) la preoccupazione che tu non sia stato adeguatamente informato della questione.
Un cordialissimo augurio di buon lavoro, ed “In bocca al lupo” al quale so che risponderai: “Viva il lupo”.
San Cesario, 11 Marzo 2010